Per domani obbligo di Catene: in TV a reti unificate fino alle 24 di sabato.
Chi cambia canale, spala la neve.
Dodici partecipanti tra cui 3 coppie di gemelli polacchi eterozigoti e altre 6 persone sfuse con i capelli ossigenati male devono superare tutta una serie di prove tra cui il salto della staccionata di pane di genzano, la corsa con le pantofole ripiene di merda, la creazione di un canto tipico degli schiavi negri nelle piantagioni di salame durante la guerra di secessione americana seguendo lo schema in rima alternata ABABAB in cui il verso A faccia rima con ANO e il verso B faccia rima con COSCIA DE POLLO.
Vince chi, per nascita, ha il tallone più ingiallito.
Cerco casa a Roma da tre mesi, ma per il momento non l'ho ancora trovata.
Del resto so bene anch'io quanto l'emergenza casa sia un problema difficilmente risolvibile e me ne vado sempre più convincendo ogni giorno che passa... "Beati quei fortunati che ogni mattina si svegliano nella loro bella casetta, l'animaccia loro - penso - e si risparmiano tutte le faticacce e le ricerche d'un'impresa così titanica".
All'inizio, ingenuamente, ho cercato e sperato di trovare casa nelle zone più chic e intellettuali della capitale, chessò i Parioli, il quartiere Coppedè, Monteverde, Garbatella, il Rione Monti o la zona dell'Auditorium.
Niente, non ho trovato niente.
Non mi sono certo perso d'animo ed ho tentato, allora, la via di quartieri meno pretenziosi. Sapete quale è stato il risultato? Ci crederete? Non ho concluso una mazza nemmeno in questo modo.
A questo punto ho cominciato a battermi le zone più periferiche e degradate della città ma il risultato è stato sempre invariabilmente lo stesso: un buco nell'acqua. Una voragine nell'acqua. Una fossa delle Marianne, anzi della Madonna.
Insomma, trovare casa a Roma mi sembra proprio impossibile.
Prezzi troppo alti?
Troppa concorrenza?
Difficoltà a reperire un mutuo?
Sono questi i veri problemi, secondo voi?
Ma de che!!! E' che io non me ricordo l'indirizzo mio - porcoggiuda - e c'ho il telefonino, il portafoglio e tutti i documenti a casa. Sapessi solo 'ndo cacchio sta, mannaggia a me e alla testa che mi ritrovo!
Ufff... Sò tre mesi che dormo in macchina, sò distrutto.
Ma poi scusa, ma se era quello che dicevate voi tanto valeva cambià città: perchè incaponisse a cercà casa proprio a Roma, no?
Poi 'sti palizzinari li fanno tutti uguali i palazzi, manco a dire che t'aiutano con un minimo di diversificazione architettonica, qualcosa che ti possa aiutare a rimettere insieme 'sti benedetti pezzi del puzzle.
Vabbè, domani mi faccio un bel cappuccino al ginseng al bar, do una bella capocciata al primo lampione che trovo (hai visto mai dovesse essere d'aiuto) e poi mi batto la ronda per tutto il Trullo e Borgata Finocchio.
Se non trovo niente, mi sa che mi ritocca dormire con le quattro frecce sul raccordo pure domani notte.
Speriamo bene, quà...
Noi giovani amiamo divertirci in allegri locali dove tutto è giovane, divertente, stimolante e zero, zero, zero palloso. Luoghi dove si ride e si scherza, si beve moderatamente e si praticano corteggiamenti e carinerie. Tra i tanti locali veramente da sballo, la birreria ha un posto di rilievo. Ne esistono molti tipi, ognuno con un suo pubblico ed una sua precisa capacità di creare quel clima di simpatia che può sfociare in un amore, in un incontro, in una rissa. Tra i tipi più comuni di birreria, vi sono, ad esempio quelle dai nomi creativi: "La zoccola e il mughetto", "Il trave nel culo", "Caprimulgo e Caprifoglio uniti nella lotta". In questi locali, si va soprattutto perchè le tovaglie sono molto divertenti ed hanno stampate parole crociate, rebus, acronimi, storiellette ed altre invenzioni gustose. Ognuno si mette a giocare per i cazzi suoi e si passa la serata in compagnia. Ma, al di là delle differenze, le birrerie sono unificate da una concezione divertente e stravagante del cibo che può produrre piatti eccezionali quali le penne con la panna ed i piselli o l'insalata con il mais. Non bisogna dimenticare che in birreria si consuma birra. In un boccale medio si può trovare dal 10 al 20% di vera birra. Il resto della bevanda è acqua, assolutamente ecologica. Per concludere, la birreria è il luogo ideale per passare un sabato tranquillo con la donna e gli amici, in un soave odore di fritto, avvolti dal clamore assordante dei vicini, liberi di lasciarsi andare al franco linguaggio di noi giovani per sentirsi giovani, per vivere pericolosamente con moderazione. Per poter dire, da adulti, "Io c'ero. E non è mai successo un cazzo".
(LSD)
Non si può rimuginare senza aver muginato almeno una prima volta.
Non si può ricamare senza aver già camato in precedenza.
Come ristorare qualcuno se già non lo si è storato?
Non si può ricordare alcunchè senza averlo già cordato prima.
Non si può ricoverare nessuno se non lo si è già coverato.
Pensate davvero di poter rispettare qualcuno senza averlo già spettato?
Non si può ricuperare nulla, se non lo si è precedentemente cuperato.
Non si può rinunziare a qualcosa senza avervi già nunziato.
Cosa ripristinare, se non lo si è mai pristinato?
Fa freddo:
+ 20°C I greci si mettono golfini (se sono in grado di trovarli).
+ 15°C Gli abitanti delle Hawaii accendono il riscaldamento (se lo hanno in casa).
+ 10°C Gli americani tremano dal freddo. I russi piantano cetrioli.
+ 5°C Si vede il tuo respiro uscire dalla bocca. Le auto italiane non si accendono. I norvegesi vanno a fare una nuotata. I russi vanno in macchina con i finestrini aperti.
0°C In America l'acqua diventa ghiaccio. In Russia l'acqua diventa più pastosa.
- 5°C Le auto francesi non si accendono.
- 10°C Tu progetti di andare a fare una vacanza in Australia.
- 15°C Il gatto insiste per dormire nel tuo letto. I norvegesi si mettono golfini.
- 17.9°C I russi escono a fare l'ultimo picnic all'aperto della stagione.
- 20°C Le auto americane non si accendono. In Alaska la gente che andava a torso nudo si mette una t-shirt.
- 25°C Le auto di produzione tedesca non si accendono. Alle Hawaii muoiono tutti.
- 30°C I politici iniziano a parlare della gente senza casa. Il tuo gatto preferisce dormire dentro il tuo pigiama.
- 35°C Troppo freddo per pensare. Le auto di produzione giapponese non si accendono.
- 40°C Tu programmi di fare un bagno caldo che duri due settimane. Le auto di produzione svedese non si accendono.
- 42°C In Europa si fermano i trasporti. I russi mangiano gelato in veranda.
- 45°C Muoiono tutti i greci.
- 50°C Quando sbatti le palpebre restano attaccate tra loro. In Alaska chiudono la finestrina del bagno.
- 60°C Gli orsi bianchi iniziano a migrare verso il sud.
- 70°C I russi si mettono il colbacco.
- 80°C Gli avvocati mettono le mani nelle proprie tasche.
- 114°C L'alcool etilico diventa ghiaccio, perciò i russi sono di malumore.
- 273°C Zero assoluto di temperatura, si fermano le oscillazioni degli atomi. I russi si mettono i vàlenki (stivali di feltro).
- 295°C Muore il 90% della popolazione terrestre. La nazionale russa di calcio diventa Campione del Mondo!
(Anonimo)
La storia di due ragazzi afghani emigrati negli Stati Uniti che sbarcano il lunario con lavori umili e saltuari. Ma la passione che accomuna i due giovani è, da sempre, rincorrersi felici nei prati con un aquilone in mano. Certo, la loro è una vita difficile, sia da un punto di vista emotivo - costretti a convivere con la costante "saudade" per Kabul - sia dal punto di vista della flora batterica intestinale - dato che che in America, si sa, alla fine non è che si mangi poi cosi bene. Fatto sta che, vuoi per il nervosismo, vuoi per l'alimentazione sballata, i due poveri amici entrano in tunnel di colite dal quale stentano ad uscire. La cosa peggiore, poi, è che anche il loro passatempo preferito comincia a risentirne, e quella che da sempre era stata la loro più grande gioia e consolazione si trasforma gradualmente in un'emozione così difficile da gestire che i due ragazzi si cacano immancabilmente sotto ogni volta che impugnano un aquilone.
La faccenda si fa seria, ed anche il loro gastroenterologo di fiducia - interpellato sulla questione - è impietoso nella diagnosi: "Ragazzi miei, questo è un classico esempio di <<cacatone da aquiloni>>... Mi dispiace, dateve 'na calmata e cominciate a mangiare un pò meglio, sennò non se ne esce". Tuttavia, tutti i tentativi dei due amici di "tamponare" i loro turbamenti intestinali finiscono per fallire miseramente. E il costo dei pannoloni rende la cosa sempre più complessa da gestire.
Soltanto l'agognato rientro in Afghanistan ed una dieta strettissima a base di riso in bianco "alla Pashtun", riusciranno finalmente a regolarizzare come si deve la vita dei due giovani appassionati di aquiloni.
Romanzo che narra le vicende agrodolci di una coppia di sposini in viaggio di nozze in un motel "all-inclusive" a Manderley in Cornovaglia.
Lui, un ex chirugo dedito alle autopsie il cui primo matrimonio era fallito poichè la sera era solito portarsi il lavoro a casa, lei ingenua fanciulla che ignora il torbido passato coniugale dell'attuale consorte.
Le giornate di luna di miele scorrono dolci e serene, sino all'ultimo, rocambolesco giorno. Infatti, conoscendo la passione della sua sposa per la cacciagione, l'ex chirurgo acquista da un pollarolo locale 'na bella faraona di un paio di chili da fare ripiena, così da fare una sorpresa alla sua sposa. Tuttavia lo zelante coniuge non si limita all'acquisto e si incaponisce a spennare e preparare lui stesso la faraona nelle cucine del motel, utilizzando proprio quel bisturi che porta sempre con sé nel taschino della giacca, antico retaggio del suo sanguinolento passato.
Ma ecco che nel bel mezzo delle cruente operazioni, fa irruzione in cucina la nuova assistente dello chef assunta giusto da pochi giorni. "Cioè, ma guarda chi te vado a ribecccare quà in Cornovaglia! E col cappello da cuoca per giunta!", non si trattiene l'ex chirurgo davanti all'inattesa apparizione di quella che un tempo fu la sua signora. Attimi lunghissimi durante i quali gli sguardi languidi dei due ex piccioncini si incrociano. Mille pensieri affollano la mente dell'uomo, l'antica passione sembra riaccendersi per un istante. Poi, le parole pronunciate dalla prima moglie e il ritorno alla cruda realtà: "E certo, l'animaccia tua, che come t'ho lasciato te ce ritrovo, cò 'sto cacchio de bisturi in mano!".
Ho sempre un pò sofferto gli oroscopi. Li ho sempre trovati a volte troppo criptici, altre volte confusi, altre volte ancora ambigui. Come se potessero significare tutto ed il contrario di tutto. Ho sempre pensato "certo, se gli oroscopi fossero più concisi, magari ci si capirebbe qualcosa di più". Insomma, invece di perdere tempo a interpretare tutto 'sto ginepraio di astruse previsioni astologiche, mi sono spesso trovato a desiderare oroscopi più stringati, sintetici, inequivocabili, al limite composti da due o anche soltanto da una parola chiave.
Inoltre, a partire da qualche settimana (quando in spiaggia fui sollecitato involontariamente sull'argomento), ho cominciato a pensare ad un'altra faccenda. E la faccenda in questione è che ogni volta che mi viene letto un oroscopo, non posso evitare di pensare che l’astrologia si basi su di una grossa cantonata di fondo.
Infatti, la costruzione di un qualsiasi oroscopo è fondata sul sistema tolemaico (elaborato da quella viperaccia saccente in preda ad uno stadio confusionale di Claudio Tolomeo), che vede la Terra al centro dell’universo, e tutti i cinque pianeti assieme al Sole e alla Luna che fanno giro-giro-tondo attorno ad essa.
Ma per fortuna "e daje che te ridaje, pure 'e cipolle diventeno aje". E infatti, a questo strampalato sistema tolemaico subentrò, a suon di calci in culo, il sistema copernicano che pone non più la Terra ma il Sole al centro dell’universo e fu elaborato, appunto, da Copernico, le cui teorie furono convalidate nel corso dei secoli dal progredire dell’astronomia e dalla diretta osservazione dell’universo.
Tutto 'sto scherzetto sta a significare che, alla fine della fiera, tutti i possibili movimenti che gli astrologi considerano nelle loro congetture sono solo apparenti, dal momento che si basano sull’ipotesi erronea che la terra sia ferma come una boccia sulla sabbia, e tutto il resto si muova ruotando intorno ad essa.
A 'sto punto, arbitrario per arbitrario, mi son detto: "perchè non sviluppare un vero e proprio nuovo sistema di oroscopo, che si confaccia di più al mio temperamento e alle mie esigenze di sintesi ma che tenga anche conto di quanto appena esposto"?
Nasce così l'oroscopo scettico-dissociato, di cui provvedo a pubblicare l'edizione di questa settimana, sperando di fare cosa gradita per i lettori del mio blog.