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giovedì 26 gennaio 2012

intervista con me stesso

Com’è nata in lei la passione per il pediluvio?

Può darmi dell’io, se vuole.

Volentieri, com’è nata in me la passione per il pediluvio?

Fu merito di mia madre, che mi iniziò all’arte misteriosofica dei piedi in ammollo. Tutto quello che conoscevo sino ad allora erano delle fugaci abluzioni nel bidet con acqua tiepida. Di tanto in tanto qualche borsa dell’acqua calda ai piedi del letto mi aveva fatto intuire le enormi potenzialità introspettive legate al mondo del pediluvio, ma in maniera del tutto inconsapevole ed embrionale. Del resto ero troppo acerbo, non avrò avuto più di otto o nove anni, ma mi appassionai immediatamente al pediluvio. Grazie mamma.

Ho mai provato a ristorare i piedi in qualche altra maniera?

Certo. Ad esempio mi piace “sotterrare” i piedi sotto la sabbia calda in spiaggia. Anche farmi massaggiare i piedi da qualcuno in gamba non è affatto male. Sono senza dubbio situazioni piacevoli e rilassanti, ma in qualche misura più “dispersive”. Insomma, per come la vedo io, il pediluvio è tutta un'altra cosa. Quando ti fai il pediluvio sei solo con te stesso, i tuoi piedi e l’acqua calda che sprigiona vapori aromatici. Io credo che un uomo veramente libero sia un uomo che prende le sue decisioni da solo, con i piedi immersi in una bacinella azzurra piena di acqua calda, un bicchiere di vino rosso in mano ed un disco di musica jazz come sottofondo (il genere musicale è opzionale, ovviamente). Qualche anno fa mi fu regalato per il mio compleanno una bacinella elettrificata in grado di realizzare un pediluvio “extra-strong”. Collegando la bacinella alla presa elettrica era possibile aggiungere al solito pediluvio un effetto idromassaggio rumoroso ed invadente. Nulla di più sacrilego ed irriverente. Prima o poi dovrò decidermi di dare via questa diavoleria che tengo a debita distanza dai miei piedi. Penso di essere una persona abbastanza aperta su molte cose. Ma sul pediluvio proprio no. Mi piace alla maniera tradizionale, con la bacinella azzurra e tutto il resto.

Sì, lo so.
Dico qualcosa dei sali minerali che sono solito utilizzare col pediluvio.

Ce ne sono tantissimi e la scelta è veramente ampia. Personalmente prediligo i sali balsamici podologici che vengono preparati ad arte dai monaci camaldolesi oppure il buon vecchio bicarbonato con il quale vai sempre sul sicuro…

Come mai impiego così tanto tempo per farmi un pediluvio quando molte persone non ci stanno più di un quarto d’ora?

Come dicevo prima, il pediluvio per me è un momento di introspezione. Leggo oppure non leggo, butto giù appunti, penso, rifletto, prendo decisioni. Tutto questo ambaradam di cose richiede tempo, non lo si può liquidare in modo sbrigativo destinandovi una manciata di minuti. E’ proprio il concetto di “slow footbath” che ultimamente sta diventando sempre più di moda, ma che io ho applicato senza saperlo sin da ragazzo senza chiamarlo così.

Come giudico le persone che non si fanno il pediluvio?

Per carità, le rispetto. Ma mi sembrano dei marziani. Questo non vuol dire che mi reputo migliore, solo molto diverso. Io credo che la maggiore o minore attitudine al pediluvio racconti molto della persona e delle sue inclinazioni.

Per caso mi sto prendendo in giro?

No, è solo che - senza voler trarre conclusioni generali - mi limito a constatare che le persone che ho conosciuto in questa vita e che erano amanti del pediluvio erano anche le persone con le quali avevo maggiormente qualcosa in comune, con le quali il mio spirito andava di più in consonanza. Sarà solo una coincidenza? Ancora non l’ho capito. Forse non lo capirò mai. Forse non ho ancora fatto abbastanza pediluvi per capirlo.

È esattamente quello che penso anch’io.

Ogni scusa è buona per riempire nuovamente d’acqua calda quella dannata bacinella.

Esatto.

Devo confessare che a volte ho disdetto appuntamenti e staccato il cellulare pur di godermi in santa pace un sacrosanto pediluvio. Quando stai a rota, stai a rota.

Non è che sto esagerando?

L’importante è non disperdersi in questo magico e fumoso mondo del pediluvio, che sarà sicuramente qualcosa di affascinante ma alla fine può dare una forma di dipendenza psicologica. Bisogna sempre ricordare che il pediluvio lo si fa per conoscere meglio se stessi e per liberare il proprio spirito, non per imprigionarlo di più.

C’è qualcos’altro che mi voglio chiedere?

No.

lunedì 6 luglio 2009

bad impressions

il carrettinoIn automobile.
Accendere lo stereo.
Ascoltare la musica piacevole di una stazione radio.
Congratularsi con sé stessi per il cd (inesistente) che a torto pensiamo di aver precedentemente lasciato nello stereo.
Tamburellare con le dita sullo stereo e premere accidentalmente il tasto per cambiare la sintonia.
"Ma và? Ma era la radio? Non un cd?"
Semaforo rosso.
Guardare a destra: un automobilista si scaccola e non ha visto nulla.
Guardare a sinistra: un tipo in motorino canta da solo e non sospetta nulla.
E io? Scambio cd per stazioni radio.
Peccati veniali.
Potevo combinare di peggio.
Mi rivolgo al tizio che ha smesso di scaccolarsi:
"Però, le fanno un pò troppo accessoriate 'ste diligenze, eh?"
E lui a me:
"Ma và? Ma quella è una diligenza? Non un carrettino a mano? Mi sembrava che stesse guidando un carrettino a mano!"
Fregato.
Non è così semplice riuscire a fare una figuraccia.
Bisogna accettarlo e conviverci.

giovedì 15 gennaio 2009

essere incimurrito

raffreddoreIncimurrisco
incimurrivo
incimurrii
incimurrirò
sono incimurrito
ero incimurrito
fui incimurrito
sarò incimurrito
incimurrisca
incimurrissi
sia incimurrito
fossi incimurrito
incimurrirei
sarei incimurrito.

Scegliete voi il modo migliore per coniugare il concetto in questione.
Fatto sta che mi cola un pò il naso... Etciù!

mercoledì 14 gennaio 2009

coda alla vaccinara

L'alloro accomuna il poeta ed il cuoco...
Una rilettura poetica di un classico della novelle cousine: la coda alla vaccinara.



giovedì 25 settembre 2008

Hamlet: act 2, scene 2

richard05E' un po' di tempo che, non so perché,
Ho perso tutto il mio brioso umore,
Tralasciato ogni usata occupazione;
E ciò grava a tal punto sul mio spirito
Che questa bella struttura, la terra,
Mi sembra un promontorio senza vita,
Questo stupendo baldacchino, il cielo,
Questa splendida volta, il firmamento,
Questo tetto maestoso, ingemmato di fuochi d'oro...
Ebbene, per me non è nient'altro che un odiato
Pestilenziale ammasso di vapori.
Che sublime capolavoro è l'uomo!
Quanto nobile nella sua ragione!
Quanto infinito nelle sue risorse!
Quanto espressivo nelle sue movenze,
Mirabile: un angelo negli atti,
Un dio nell'intelletto!
La bellezza dell'universo mondo!
La perfezione del regno animale!
Eppure che cos'è agli occhi miei
Questo conglomerato di terriccio?
L'uomo per me non ha alcuna attrattiva...
E nemmeno la donna.

venerdì 19 settembre 2008

ci sono cretini che hanno visto la Madonna e ci sono cretini che non hanno visto la Madonna.


carmelo_beneMonologo da Nostra Signora dei Turchi
di Carmelo Bene






Ci sono cretini che hanno visto la Madonna e ci sono cretini che non hanno visto la Madonna.
Io sono un cretino che la Madonna non l’ha vista mai.
Tutto consiste in questo, vedere la Madonna o non vederla.
San Giuseppe da Copertino, guardiano di porci, si faceva le ali frequentando la propria maldestrezza e le notti, in preghiera, si guadagnava gli altari della Vergine, a bocca aperta, volando.
I cretini che vedono la Madonna hanno ali improvvise, sanno anche volare e riposare a terra come una piuma. I cretini che la Madonna non la vedono, non hanno le ali, negati al volo eppure volano lo stesso, e invece di posare ricadono come se un tale, avendo i piombi alle caviglie e volendo disfarsene, decide di tagliarsi i piedi e si trascina verso la salvezza, tra lo scherno dei guardiani, fidenti a ragione dell’emorragia imminente che lo fermerà. Ma quelli che vedono non vedono quello che vedono, quelli che volano sono essi stessi il volo. Chi vola non si sa.
Un siffatto miracolo li annienta: più che vedere la Madonna, sono loro la Madonna che vedono. È l’estasi questa paradossale identità demenziale che svuota l’orante del suo soggetto e in cambio lo illude nella oggettivazione di sè, dentro un altro oggetto.
Tutto quanto è diverso, è Dio.
Se vuoi stringere sei tu l’amplesso, quando baci la bocca sei tu.
Divina è l’illusione. Questo è un santo. Così è di tutti i santi, fondamentalmente impreparati, anzi negati. Gli altari muovono verso di loro, macchinati dall’ebetismo della loro psicosi o da forze telluriche equilibranti , ma questo è escluso. È così che un santo perde se stesso, tramite l’idiozia incontrollata. Un altare comincia dove finisce la misura. Essere santi è perdere il controllo, rinunciare al peso, e il peso è organizzare la propria dimensione. Dove è passata una strega passerà una fata.
Se a frate Asino avessero regalato una mela metà verde e metà rossa, per metà avvelenata, lui che aveva le mani di burro, l’avrebbe perduta di mano. Lui non poteva perdersi o salvarsi, perchè senza intenzione,inetto.
Chi non ha mai pensato alla morte è forse immortale. È così che si vede la Madonna.
Ma i cretini che vedono la Madonna, non la vedono, come due occhi che fissano due occhi attraverso un muro: un miracolo è la trasparenza. Sacramento è questa demenza, perchè una fede accecante li ha sbarrati, questi occhi, ha mutato gli strati - erano di pietra gli strati - li ha mutati in veli. E gli occhi hanno visto la vista. Uno sguardo. O l’uomo è così cieco, oppure Dio è oggettivo.
I cretini che vedono, vedono in una visione se stessi, con le varianti che la fede apporta: se vermi, si rivedono farfalle, se pozzanghere nuvole, se mare cielo. E davanti a questo alter ego si inginocchiano come davanti a Dio.
Si confessano a un secondo peccato. Divino è tutto quanto hanno inconsciamente imparato di sè. Hanno visto la Madonna. Santi.
I cretini che non hanno visto la madonna, hanno orrore di sè, cercano altrove, nel prossimo, nelle donne - in convenevoli del quotidiano fatti preghiere - e questo porta a miriadi di altari. Passionisti della comunicativa, non portano Dio agli altri per ricavare se stessi, ma se stessi agli altri per ricavare Dio. L’ umiltà è conditio prima.
I nostri contemporanei sono stupidi, ma prostrarsi ai piedi dei più stupidi di essi significa pregare. Si prega così oggi. Come sempre. Frequentare i più dotati non vuol dire accostarsi all’assoluto comunque. Essere più gentile dei gentili. Essere finalmente il più cretino.
Religione è una parola antica.
Al momento chiamiamola educazione