martedì 31 gennaio 2012
sboccio della razionalità
giovedì 26 gennaio 2012
intervista con me stesso
Può darmi dell’io, se vuole.
Volentieri, com’è nata in me la passione per il pediluvio?
Fu merito di mia madre, che mi iniziò all’arte misteriosofica dei piedi in ammollo. Tutto quello che conoscevo sino ad allora erano delle fugaci abluzioni nel bidet con acqua tiepida. Di tanto in tanto qualche borsa dell’acqua calda ai piedi del letto mi aveva fatto intuire le enormi potenzialità introspettive legate al mondo del pediluvio, ma in maniera del tutto inconsapevole ed embrionale. Del resto ero troppo acerbo, non avrò avuto più di otto o nove anni, ma mi appassionai immediatamente al pediluvio. Grazie mamma.
Ho mai provato a ristorare i piedi in qualche altra maniera?
Certo. Ad esempio mi piace “sotterrare” i piedi sotto la sabbia calda in spiaggia. Anche farmi massaggiare i piedi da qualcuno in gamba non è affatto male. Sono senza dubbio situazioni piacevoli e rilassanti, ma in qualche misura più “dispersive”. Insomma, per come la vedo io, il pediluvio è tutta un'altra cosa. Quando ti fai il pediluvio sei solo con te stesso, i tuoi piedi e l’acqua calda che sprigiona vapori aromatici. Io credo che un uomo veramente libero sia un uomo che prende le sue decisioni da solo, con i piedi immersi in una bacinella azzurra piena di acqua calda, un bicchiere di vino rosso in mano ed un disco di musica jazz come sottofondo (il genere musicale è opzionale, ovviamente). Qualche anno fa mi fu regalato per il mio compleanno una bacinella elettrificata in grado di realizzare un pediluvio “extra-strong”. Collegando la bacinella alla presa elettrica era possibile aggiungere al solito pediluvio un effetto idromassaggio rumoroso ed invadente. Nulla di più sacrilego ed irriverente. Prima o poi dovrò decidermi di dare via questa diavoleria che tengo a debita distanza dai miei piedi. Penso di essere una persona abbastanza aperta su molte cose. Ma sul pediluvio proprio no. Mi piace alla maniera tradizionale, con la bacinella azzurra e tutto il resto.
Sì, lo so.
Dico qualcosa dei sali minerali che sono solito utilizzare col pediluvio.
Ce ne sono tantissimi e la scelta è veramente ampia. Personalmente prediligo i sali balsamici podologici che vengono preparati ad arte dai monaci camaldolesi oppure il buon vecchio bicarbonato con il quale vai sempre sul sicuro…
Come mai impiego così tanto tempo per farmi un pediluvio quando molte persone non ci stanno più di un quarto d’ora?
Come dicevo prima, il pediluvio per me è un momento di introspezione. Leggo oppure non leggo, butto giù appunti, penso, rifletto, prendo decisioni. Tutto questo ambaradam di cose richiede tempo, non lo si può liquidare in modo sbrigativo destinandovi una manciata di minuti. E’ proprio il concetto di “slow footbath” che ultimamente sta diventando sempre più di moda, ma che io ho applicato senza saperlo sin da ragazzo senza chiamarlo così.
Come giudico le persone che non si fanno il pediluvio?
Per carità, le rispetto. Ma mi sembrano dei marziani. Questo non vuol dire che mi reputo migliore, solo molto diverso. Io credo che la maggiore o minore attitudine al pediluvio racconti molto della persona e delle sue inclinazioni.
Per caso mi sto prendendo in giro?
No, è solo che - senza voler trarre conclusioni generali - mi limito a constatare che le persone che ho conosciuto in questa vita e che erano amanti del pediluvio erano anche le persone con le quali avevo maggiormente qualcosa in comune, con le quali il mio spirito andava di più in consonanza. Sarà solo una coincidenza? Ancora non l’ho capito. Forse non lo capirò mai. Forse non ho ancora fatto abbastanza pediluvi per capirlo.
È esattamente quello che penso anch’io.
Ogni scusa è buona per riempire nuovamente d’acqua calda quella dannata bacinella.
Esatto.
Devo confessare che a volte ho disdetto appuntamenti e staccato il cellulare pur di godermi in santa pace un sacrosanto pediluvio. Quando stai a rota, stai a rota.
Non è che sto esagerando?
L’importante è non disperdersi in questo magico e fumoso mondo del pediluvio, che sarà sicuramente qualcosa di affascinante ma alla fine può dare una forma di dipendenza psicologica. Bisogna sempre ricordare che il pediluvio lo si fa per conoscere meglio se stessi e per liberare il proprio spirito, non per imprigionarlo di più.
C’è qualcos’altro che mi voglio chiedere?
No.
giovedì 22 dicembre 2011
test sulla sensazione di armonia con cosa ti sta accanto, con chi ti sta accanto, più in generale con la situazione che ti circonda
Tuttavia, c'è un caso particolare che quando si verifica allora puoi concludere che è soddisfatta anche la condizione di cui si vuole fare il test.
Devi essere in vacanza.
Devi avere un atteggiamento di totale indifferenza e noncuranza nei confronti del problema "distanza chilometrica da percorrere a piedi per effettuare le operazioni che devi fare", come se - di fatto - questo problema non esistesse, negandone a tutti gli effetti l'esistenza.
Dover andare a prendere il latte? Ma lontano però, eh?
Pigliare-e-andare, contenti e sereni di fare quello che si sta per fare.
State bene così, che non vi curate di queste cose, voi.
Si cammina paciosi.
Se siete soli, parlate con voi stessi.
Se siete in compagnia, parlate con i vostri compagni.
Quel che andate disbrigando in giro, è irrilevante.
senso di apertura verso il mondo
Apri il portabagagli, prendi il pacco dei bicchieri, ne prendi uno, guardi il pacco dei bicchieri che stai per riposare, lo guardi ancora, lo ri- apri, ne prendi un altro, richiudi tutto.
E te ne vai a bere il vino.
mercoledì 23 marzo 2011
voglio essere rispettata come professionista e come uoma
Grande successo ha avuto su internet, sin dal 2002, un elenco sempre citato come anonimo. Si tratta di un'opera di genio, che mette in luce come ci possano essere, in una lingua, tormentoni sistematici, che evidentemente non dipendono da singole parole ma da un assetto ideologico della lingua. Fateci caso:
Un cortigiano: un uomo che vive a corte
Una cortigiana: una mignotta
Un massaggiatore: un cinesiterapista
Una massaggiatrice: una mignotta
Un professionista: un uomo molto pratico del suo mestiere
Una professionista: una mignotta
Un uomo di strada: un uomo del popolo
Una donna di strada: una mignotta
Un uomo del popolo: uno schietto popolano
Una donna del popolo: una mignotta
Un uomo senza morale: un pragmatico
Una donna senza morale: una mignotta
Un uomo pubblico: un uomo in vista
Una donna pubblica: una mignotta
Un segretario particolare: un portaborse
Una segretaria particolare: una mignotta
Un uomo facile: un uomo senza pretese
Una donna facile: una mignotta
Un intrattenitore: un uomo dalla conversazione divertente
Una intrattenitrice: una mignotta
Un adescatore: un uomo che sa convincere gli altri
Un'adescatrice: una mignotta
Un cubista: un uomo che dipinge al modo di Picasso
Una cubista: una mignotta (nella considerazione di molta parte del pubblico maschile delle discoteche)
Un uomo d'alto bordo: un uomo che possiede uno scafo d'altura
Una donna d'alto bordo: una mignotta
Un tenutario: un proprietario terriero
Una tenutaria: una mignotta che ha fatto carriera
Un passeggiatore: un uomo che cammina
Una passeggiatrice: una mignotta
Uno steward: un assistente di volo
Una steward: una mignotta (nella considerazione di molta parte del pubblico maschile degli aeroplani, o dei congressi)
Un uomo con un passato: un uomo che ha avuto una vita, in qualche caso non particolarmente onesta, ma che vale la pena di raccontare
Una donna con un passato: una mignotta
Un maiale: un animale della fattoria
Una maiala: una mignotta
Un cane: un amico fedele
Una cagna: una mignotta
Uno squillo: il suono del telefono
Una squillo: una mignotta
Un maître: un grande pittore, un intellettuale di riferimento
Una maîtresse: una mignotta (divenuta manager di mignotte)
Un uomo da poco: un miserabile da compatire
Una donna da poco: una mignotta che pratica tariffe economiche
Un uomo di vita: un esuberante compagnone
Una donna di vita: una mignottamaître
Un uomo perduto: un disperso
Una donna perduta: una mignotta
Un uomo di mondo: un gran signore
Una donna di mondo: una mignotta
Un mondano: un gran signore
Una mondana: una mignotta
Un toro: un uomo molto vigoroso
Una vacca: una mignotta
Un peripatetico: un seguace di Aristotele
Una peripatetica: una mignotta
Uno che batte: un tennista che serve la palla
Una che batte: una mignotta
Un uomo che batte la strada: un asfaltatore
Una donna che batte la strada: una mignotta
Un battistrada: un illuminato precursore
Una battistrada: una mignotta
Un uomo che ha un protettore: un intoccabile raccomandato
Una donna che ha un protettore: una mignotta
Un accompagnatore: un pianista che suona in sottofondo
Un'accompagnatrice: una mignotta
Un uomo di malaffare: un birbante
Una donna di malaffare: una mignotta
Un mercenario: un soldato di ventura
Una mercenaria: una mignotta
Un prezzolato: un sicario
Una prezzolata: una mignotta
Un buon uomo: un uomo probo
Una buona donna: una mignotta
Un uomo allegro: un buontempone
Una donna allegra: una mignotta
Un rimorchiatore: un utile natante
Una rimorchiatrice: una mignotta
Un escort: una guardia del corpo
Una escort: una mignotta
Uno di quelli: il membro di una compagna
Una di quelle: una mignotta
Un uomo-immagine: la figura più rappresentativa di un'azienda
Una donna-immagine: una mignotta
Un omaccio: un uomo prestante e poco gentile
Una donnaccia: una mignotta
Un ometto: uno sgorbio inoffensivo, o un appendiabiti
Una donnetta: una mignotta
Un gatto morto: un felino deceduto
Una gatta morta: una mignotta
Un ètero: un uomo a cui piacciono le donne
Un'etèra: una mignotta
Un putto: un delizioso amorino
Una putta: una mignotta
Uno zoccolo: una calzatura di campagna
Una zoccola: una mignotta
Un'amichetto: un piccolo compagno di giochi
Un'amichetta: una mignotta
La cosa che fa impressione, in questo gioco (a volerlo chiamare così), è la sistematicità assoluta. All'inizio sembra una bella trovata, poi ci si stupisce del fatto che possa proseguire (e gli esempi realmente forzati sono pochissimi), alla fine sembra che non ci sia parola che non risponda alla regola, e infatti, in certi contesti, anche semplici parole come donna, ragazza, femmina, amica possono essere intese in modo equivoco.
martedì 1 marzo 2011
la birreria
Noi giovani amiamo divertirci in allegri locali dove tutto è giovane, divertente, stimolante e zero, zero, zero palloso. Luoghi dove si ride e si scherza, si beve moderatamente e si praticano corteggiamenti e carinerie. Tra i tanti locali veramente da sballo, la birreria ha un posto di rilievo. Ne esistono molti tipi, ognuno con un suo pubblico ed una sua precisa capacità di creare quel clima di simpatia che può sfociare in un amore, in un incontro, in una rissa. Tra i tipi più comuni di birreria, vi sono, ad esempio quelle dai nomi creativi: "La zoccola e il mughetto", "Il trave nel culo", "Caprimulgo e Caprifoglio uniti nella lotta". In questi locali, si va soprattutto perchè le tovaglie sono molto divertenti ed hanno stampate parole crociate, rebus, acronimi, storiellette ed altre invenzioni gustose. Ognuno si mette a giocare per i cazzi suoi e si passa la serata in compagnia. Ma, al di là delle differenze, le birrerie sono unificate da una concezione divertente e stravagante del cibo che può produrre piatti eccezionali quali le penne con la panna ed i piselli o l'insalata con il mais. Non bisogna dimenticare che in birreria si consuma birra. In un boccale medio si può trovare dal 10 al 20% di vera birra. Il resto della bevanda è acqua, assolutamente ecologica. Per concludere, la birreria è il luogo ideale per passare un sabato tranquillo con la donna e gli amici, in un soave odore di fritto, avvolti dal clamore assordante dei vicini, liberi di lasciarsi andare al franco linguaggio di noi giovani per sentirsi giovani, per vivere pericolosamente con moderazione. Per poter dire, da adulti, "Io c'ero. E non è mai successo un cazzo".
(LSD)
venerdì 24 dicembre 2010
a natale siamo tutti più buoni
...
...
Pregate per le persone che sono in fila all'Ikea
mercoledì 24 febbraio 2010
il lavoro ideale
Sicuramente chi si è laureato in medicina risponderà "il chirurgo" oppure "il gastroenterologo" o, ancora, "il podologo".
Chi si è diplomato all'istituto alberghiero nutrirà ambizioni diverse e coerenti con la propria formazione, e quindi probabilmente risponderà "lo chèf di cucina", "il maître d'hôtel", "il capo barman". E così via...
Ma perchè non generalizzare il discorso?
Perchè continuare ad ispirare le proprie ambizioni in modo tanto deterministico ed automatizzato?
Come se tutto fosse già stato deciso dal diploma o dal certificato di laurea che vi ritrovate in un cassetto o appeso su qualche parete.
Basterebbe "rilassare" la condizione troppo stringente in base alla quale, se si sono frequentati k iter scolastici (con k ≥ 1) allora il lavoro ideale non può che essere quello che consente di mettere in pratica quanto appreso nel k-mo (ed ultimo in senso cronologico) iter scolastico.
Si richieda, quindi, al proprio lavoro ideale di poter mettere in pratica quanto appreso in uno qualsiasi dei k iter scolastici che si sono frequentati, sia esso il j-mo (con 1 ≤ j ≤ k).
Alle medie vi piacevano gli Etruschi? E allora cominciate a sognare di diventare etruscologi di fama mondiale e tentate la fortuna a Tarquinia!
In primina eravate bravi a disegnare sul quaderno sequenze di fragoline colorate? Ma allora affrettatevi a concupire una posizione lavorativa da illustratore di natura morta con specializzazione in "fragolinitudine".
Io, personalmente, sono ancora indeciso se aspirare a diventare un apprezzato mastro temperatore di matite oppure un pluridecorato campione olimpico di lancio del cancellino.
lunedì 22 febbraio 2010
le catene della nostra mente
Il nocciolo, non ho dubbi.
Ma non voglio darlo a vedere.
Ci tengo alle mie cose, alla mia riservatezza.
E tengo il punto.
E mangio la polpa.
E' dura da mandar giù, ma tengo il punto.
Anche quando sono da solo.
Hai visto mai che poi quando c'è gente mi confondo?
E' durissima, ma tengo il punto.
sabato 20 febbraio 2010
giunta è l'ora degli "incuriositori"
Quando è stata l'ultima volta che vi siete sbalorditi davanti a qualcosa di nuovo ed incomprensibile?
Quasi tutto sembra sia stato già sperimentato, classificato, indicizzato e reso accessibile.
E tutto questo, purtroppo, è spesso disponibile "comodamente da casa tua", con pochi click.
In questo mondo ipertecnologico e superglobalizzato lo stupore per l'ignoto trova preoccupantemente sempre meno spazio.
Il velo di mistero che per milleni ha coperto i risvolti più reconditi della realtà che ci circonda è stato squarciato, forse irrimediabilmente, dalla lama affilata di google e di wikipedia.
Tempi duri per la fantasia e la meraviglia, non è vero?
Credo sia giunto il momento di correre ai ripari e di prendere di petto il problema.
Giunta è l'ora degli "incuriositori".
Assemblate marchingegni astrusi e priva di qualsiasi utilità.
Utilizzate vecchie cianfrusaglie.
Tagliate, saldate, scucite, avvitate, seghettate... Siate manuali.
Distribuite gli incuriositori da voi prodotti negli ambienti che frequentate: tra le piante dell'androne di casa, assicurati con una calamita su di un semaforo, lasciati galleggiare nell'acqua di una fontana.
Sbizzaritevi.
Producete incuriositori di diversa foggia e dimensione.
Regalateli ai vostri amici, possibilmente corredati di libretti di istruzioni incomprensibili.
Siate reticenti in merito alla loro funzione (che ovviamente non c'è).
Incuriosite le persone che conoscete e lasciatevi incuriosire e sorprendere dagli altrui incuriositori.
Abbandonatevi allo stupore, crogiolatevi nel dubbio.
Assaporate e fate assaporare il sottile piacere di ricercare un significato per qualcosa che ne è completamente privo.
E' questa la via, ne sono sicuro!
lunedì 15 febbraio 2010
smettere di fumare?
E' semplicissimo.
Basta diminuire progressivamente il numero di sigarette che si fumano nell'arco delle ventiquattro ore.
Ma, ovviamente, bisognerà aumentare in modo proporzionale le dosi giornaliere di eroina.
Senza tralasciare le puntatine ai cavalli.
Ed anche gli shottini di rum.
E le partitine a poker, è chiaro...
Veramente elementare.
Provare per credere.
lunedì 18 gennaio 2010
domenica 17 gennaio 2010
la dieta del dissociato
Ma ho le idee un pò confuse e non so bene da dove cominciare.
Credo che inizierò prendendo il caffè a piedi.
E farò anche le scale senza zucchero.
sabato 16 gennaio 2010
metodi matematici di pessimizzazione domestica
Posso ritenermi soddisfatto.
E' un sub-pessimo.
In generale, potrei ottenere risultati molto peggiori.
venerdì 15 gennaio 2010
l'alternanza dei pedalini
lunedì 28 dicembre 2009
meccanismo random per la composizione di un sms natalizio
(b) Se esce 1 o 2 digita: "Che la stella guidi le campane della gloria, nel cuore del pellegrino umile e disseti la fonte dell'agnello come pastori al pascolo nella rinascita della salvezza, per te e per i tuoi cari".
(c) se esce 3 o 4 digita: "Felicità e giubilo inondino con la gloria del pastore e riportino il gregge del salvatore alla fonte della luce per questo natale traboccante di nascita alla gioia della sorgente (delle tue pecorelle)".
(d) se esce 5 o 6 digita: "Scenda la notte dell'annuncio per i tuoi cari a betlemme come speranza per un prossimo anno nuovo ricco di povertà nella purezza dei vostri cuori vergini come la pecorella che si abbevera nella smarrita gloria"
(e) se esce 7 o più contatta il centro neuropsichiatrico più vicino.
domenica 13 dicembre 2009
what about calcio femminile?
E' un grande classico rodato e consunto.
Ma perchè perdere tempo a scegliere il topic di turno?
Ho una proposta semplificatrice: che si parli - virilmente - soltanto di calcio femminile.
Tolti dall'impaccio della scelta di quale impronta dare alla conversazione "maschia", ci si concentrerebbe meglio su dettagli importantissimi quali la voce roca, lo sguardo truce o l'aggiustata al pacco, spesso ingiustamente tralasciati. La nostra vita da machos calciofili sarebbe ulteriormente semplificata e ne trarrebbe inevitabile giovamento. Calcio femminile... E buonanotte al secchio. Pensateci.
martedì 29 settembre 2009
venerdì 28 agosto 2009
metodo infallibile per trovare parcheggio
- dare ascolto ad una voce immaginaria che recita "acqua! acqua!" quando ci si allontana da un parcheggio e "fuoco! fuoco!" quando invece ci si avvicina ad un posto libero;
- continuare a guidare ascoltando la voce immaginaria fintantochè non si trova effettivamente parcheggio (magari bisogna girare un pò);
- parcheggiare;
- rinsavire (facoltativo).




