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giovedì 9 febbraio 2012

obbligo di Catene

In vista di un'altra possibile nevicata su Roma, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha emanato un'ordinanza per affrontare al meglio l'emergenza.
Per domani obbligo di Catene: in TV a reti unificate fino alle 24 di sabato.
Chi cambia canale, spala la neve.


giovedì 26 gennaio 2012

intervista con me stesso

Com’è nata in lei la passione per il pediluvio?

Può darmi dell’io, se vuole.

Volentieri, com’è nata in me la passione per il pediluvio?

Fu merito di mia madre, che mi iniziò all’arte misteriosofica dei piedi in ammollo. Tutto quello che conoscevo sino ad allora erano delle fugaci abluzioni nel bidet con acqua tiepida. Di tanto in tanto qualche borsa dell’acqua calda ai piedi del letto mi aveva fatto intuire le enormi potenzialità introspettive legate al mondo del pediluvio, ma in maniera del tutto inconsapevole ed embrionale. Del resto ero troppo acerbo, non avrò avuto più di otto o nove anni, ma mi appassionai immediatamente al pediluvio. Grazie mamma.

Ho mai provato a ristorare i piedi in qualche altra maniera?

Certo. Ad esempio mi piace “sotterrare” i piedi sotto la sabbia calda in spiaggia. Anche farmi massaggiare i piedi da qualcuno in gamba non è affatto male. Sono senza dubbio situazioni piacevoli e rilassanti, ma in qualche misura più “dispersive”. Insomma, per come la vedo io, il pediluvio è tutta un'altra cosa. Quando ti fai il pediluvio sei solo con te stesso, i tuoi piedi e l’acqua calda che sprigiona vapori aromatici. Io credo che un uomo veramente libero sia un uomo che prende le sue decisioni da solo, con i piedi immersi in una bacinella azzurra piena di acqua calda, un bicchiere di vino rosso in mano ed un disco di musica jazz come sottofondo (il genere musicale è opzionale, ovviamente). Qualche anno fa mi fu regalato per il mio compleanno una bacinella elettrificata in grado di realizzare un pediluvio “extra-strong”. Collegando la bacinella alla presa elettrica era possibile aggiungere al solito pediluvio un effetto idromassaggio rumoroso ed invadente. Nulla di più sacrilego ed irriverente. Prima o poi dovrò decidermi di dare via questa diavoleria che tengo a debita distanza dai miei piedi. Penso di essere una persona abbastanza aperta su molte cose. Ma sul pediluvio proprio no. Mi piace alla maniera tradizionale, con la bacinella azzurra e tutto il resto.

Sì, lo so.
Dico qualcosa dei sali minerali che sono solito utilizzare col pediluvio.

Ce ne sono tantissimi e la scelta è veramente ampia. Personalmente prediligo i sali balsamici podologici che vengono preparati ad arte dai monaci camaldolesi oppure il buon vecchio bicarbonato con il quale vai sempre sul sicuro…

Come mai impiego così tanto tempo per farmi un pediluvio quando molte persone non ci stanno più di un quarto d’ora?

Come dicevo prima, il pediluvio per me è un momento di introspezione. Leggo oppure non leggo, butto giù appunti, penso, rifletto, prendo decisioni. Tutto questo ambaradam di cose richiede tempo, non lo si può liquidare in modo sbrigativo destinandovi una manciata di minuti. E’ proprio il concetto di “slow footbath” che ultimamente sta diventando sempre più di moda, ma che io ho applicato senza saperlo sin da ragazzo senza chiamarlo così.

Come giudico le persone che non si fanno il pediluvio?

Per carità, le rispetto. Ma mi sembrano dei marziani. Questo non vuol dire che mi reputo migliore, solo molto diverso. Io credo che la maggiore o minore attitudine al pediluvio racconti molto della persona e delle sue inclinazioni.

Per caso mi sto prendendo in giro?

No, è solo che - senza voler trarre conclusioni generali - mi limito a constatare che le persone che ho conosciuto in questa vita e che erano amanti del pediluvio erano anche le persone con le quali avevo maggiormente qualcosa in comune, con le quali il mio spirito andava di più in consonanza. Sarà solo una coincidenza? Ancora non l’ho capito. Forse non lo capirò mai. Forse non ho ancora fatto abbastanza pediluvi per capirlo.

È esattamente quello che penso anch’io.

Ogni scusa è buona per riempire nuovamente d’acqua calda quella dannata bacinella.

Esatto.

Devo confessare che a volte ho disdetto appuntamenti e staccato il cellulare pur di godermi in santa pace un sacrosanto pediluvio. Quando stai a rota, stai a rota.

Non è che sto esagerando?

L’importante è non disperdersi in questo magico e fumoso mondo del pediluvio, che sarà sicuramente qualcosa di affascinante ma alla fine può dare una forma di dipendenza psicologica. Bisogna sempre ricordare che il pediluvio lo si fa per conoscere meglio se stessi e per liberare il proprio spirito, non per imprigionarlo di più.

C’è qualcos’altro che mi voglio chiedere?

No.

giovedì 29 dicembre 2011

bonnatale

Dato che sotto natale siete tutti piú buoni, chi volesse dispormi un bonifico di 2 o 3.000 euro (a piacere) é liberissimo di farlo e può contattarmi in privato per i dettagli dell'IBAN. Grazie in anticipo e bonnatale.

giovedì 22 dicembre 2011

venerdì 10 giugno 2011

latest news: pronta al lancio la nuova generazione di film a 1D

La notizia è di quelle che fa rimbalzare sulla sedia...
Da indiscrezioni trapelate sembra che siamo a pochissimi passi dal lancio di una nuova, rivoluzionaria tecnologia nell'industria cinematografica.
Eravate rimasti strabiliati dalla magnificenza grafica delle recenti pellicole in 3D?
Eravate usciti dalla proiezione di Avatar in 3D pensando di aver assistito ad uno spettacolo fantasmagorico, anzi insuperabile?
Beh vi sbagliavate di grosso, sembra che lo show business sia riuscito ancora una volta a superare se stesso.
E nel modo più originale ed imprevedibile, questo è ciò che colpisce di più.
Dopo i film in 3D, cosa vi sareste aspettati?
Magari un'impennata inflazionistica di D, con pellicole a 4, 10 o addirittura 100 D?
No, niente di tutto questo.
La scelta provocatoria ma originalissima delle major è stata a sorpresa quella di risparmiare sul numero delle D.
Così, escludendo un banale ritorno ai già sputtanatissimi film a 2D, ecco spiegata la scelta della nuova tecnologia: signori e signore preparatevi all'avvento dei film a 1D!
A ben vedere deve trattarsi di qualcosa di veramente avveniristico, un film unidimensionale che si dipana lunga la traiettoria di un'unico fascio di luce, immagini, suoni ed emozioni. Uno "spaghettone" delle meraviglie, insomma.
Anche da un punto di vista "operativo" sembra che i film a 1D possano essere stockati meglio dei loro predecessori "multi-D": basta un semplice rocchetto di quelli usati in sartoria per avvolgerci la sola (e tutta) D del caso. Dal punto di vista distributivo della catena logistica è un indubbio passo avanti.
In attesa di sapere qualcosa di più in merito a cotanta avveniristica tecnologia, vi mostriamo in anteprima una foto del primo prototipo di film a 1D che è stata diffusa nel circuito underground:


Certo, non è ben chiaro in che modo le major pensano che gli spettatori debbano assistere alla proiezione di un film a 1D, e anzi avvertiamo chiara e forte la sensazione che le regole non scritte del patto spettatore-distributore cinematografico dovranno essere riscritte probabilmente per intero.
Ma poco importa, godetevi la notizia e - se volete - squagliate pure nell'acido tutti gli occhialetti 3D che vi siete "imbertati" all'uscita del cinema. Tanto non vi serviranno più.

dedicato a chi va a ricercare se stesso in India

Molti di voi pensano di riuscire a trovare se stessi andando in India.
Ma pensate davvero che sia sufficiente imbarcarsi in un viaggio così lungo, farsi due chiacchiere con qualche fachiro e dare due pacche sul culo a qualche elefante per riuscire a ritrovare se stessi?
Ragionate un attimo, usate la logica: ma voi ci siete mai già stati in India?
Sono sicuro che la maggior parte di voi non c'ha mai messo piede.
E allora? Ma - scusate - che ce andate a fà in India?
Volete ricercare voi stessi? Avete il problema che non vi trovate?
Innanzitutto cominciate a fare mente locale e provate a domandarvi: <<Chi ho incontato ieri?>>, <<Qual'è l'ultimo posto in cui mi ricordo di essere andato?>>.
Io comincerei da questo genere di domande, insomma.
Lasciate perdere i voli intercontinentali.
Piuttosto, date 'n'occhiata dentro ai cappotti, sotto ai cappelli, dentro le scarpe.
Magari saltate fuori quando meno ve l'aspettate, magari tra qualche giorno.
Tanto, se siete qui a domandarvi dove siete vuol dire che da qualche parte sarete pur finiti, ok non sapete esattamente dove, ma da qualche parte ci siete, no?
Dovrebbe bastare questo a rassicuravi almeno un pò...

mercoledì 1 giugno 2011

rubrica della posta

Ebbene si, anche il blog di Oreste Pinziettoni ha la sua rubrica della posta!
E' aperta a tutti, soprattutto a quelli che si sentono attanagliati dai loro deliri, dalle manie, dai piccoli incubi quotidiani.
In attesa delle vostre lettere, per la prima uscita di questa rubrica, risponderò pubblicamente ad alcune lettere private.
Il mio indirizzo è:

Oreste Pinziettoni - Via Felice Cavallotti 48, 00152 Roma.




Caro Oreste,
è tanto tempo che non vieni a trovarmi. Lo sai che ti amo. C'è sempre un piatto caldo per te. Ed un letto. (M. - Roma)


Il tuo spezzatino non mi piace. E questo lo sai bene, mamma!




Caro Oreste,
tu sei l'unico amico che ho e questo è il mio problema. Tu non parli mai, mangi i miei gelati con quelle slinguate veloci alle spalle, mi fai telefonate mute, scrivi lettere anonime ai miei genitori. Perchè lo fai? (D.k.R.)


Voglio essere presente nella tua vita, lasciare un piccolo segno.
P.S. Ho mangiato la tua collezione di lumache.
Scusa.




Caro Oreste,
da quando seguo il tuo blog mi si è schiuso un mondo di possibilità. Prima ero un artista ma ora ho trovato il coraggio di iscrivermi ad una scuola per geometri. Vorrei incontrare una ragazza ed avere un bambino. Vorrei chiamarlo come te. (Obone di Paola)


Molti mi raccontano di queste straordinarie trasformazioni, quasi dei miracoli, che avvengono seguendo il blog. Cosa dire? Hai lasciato una posizione sicura come quella dell'artista per il mondo affascinante ma insicuro dei geometri. Forse ti lascerai corrompere, forse verrai arrestato. Ma la passione giustifica qualsiasi sacrificio. Per quanto riguada il bambino, io lo chiamerò così: "bambino!". Se tu vuoi chiamarlo come me, chiamalo così: "bambino!".




Caro Oreste,
mi sono innamorato di una bellissima ragazza. Lei mi stima ma dice che faccio schifo per il mio odore e per il mio aspetto e dice anche che ho una mente infantile e sadica... Come posso fare per farle cambiare idea? (Liliano Crocitandoli)


Carissimo Liliano,
scusa se ho tagliato la tua lettere di 27 pagine, ma era piena di cazzate. Non mi sembra che ci siano motivi seri che ti impediscano di conquistare la tua "bellissima". Insisti. Anche se lei ti giudica male, non è però indifferente. Anzi, tu mi dici che appena ti vede entra in agitazione, cerca di controllare i conati di vomito, annusa bottigliette di profumo per riprendersi. Il più è già fatto. Sei un incubo per lei. Non mollarla.

venerdì 13 maggio 2011

struttura cappuccino



un format per la TV

TV2


Dodici partecipanti tra cui 3 coppie di gemelli polacchi eterozigoti e altre 6 persone sfuse con i capelli ossigenati male devono superare tutta una serie di prove tra cui il salto della staccionata di pane di genzano, la corsa con le pantofole ripiene di merda, la creazione di un canto tipico degli schiavi negri nelle piantagioni di salame durante la guerra di secessione americana seguendo lo schema in rima alternata ABABAB in cui il verso A faccia rima con ANO e il verso B faccia rima con COSCIA DE POLLO.
Vince chi, per nascita, ha il tallone più ingiallito.


(pataterna)


mercoledì 23 marzo 2011

cerco casa a roma da tra mesi

mercato-immobiliare


Cerco casa a Roma da tre mesi, ma per il momento non l'ho ancora  trovata.
Del resto so bene anch'io quanto l'emergenza casa sia un problema difficilmente risolvibile e me ne vado sempre più convincendo ogni giorno che passa... "Beati quei fortunati che ogni mattina si svegliano nella loro bella casetta, l'animaccia loro  - penso - e si risparmiano tutte le faticacce e le ricerche d'un'impresa così titanica".
All'inizio, ingenuamente, ho cercato e sperato di trovare casa nelle zone più chic e intellettuali della capitale, chessò i Parioli, il quartiere Coppedè, Monteverde, Garbatella, il Rione Monti o la zona dell'Auditorium.
Niente, non ho trovato niente.
Non mi sono certo perso d'animo ed ho tentato, allora, la via di quartieri meno pretenziosi. Sapete quale è stato il risultato? Ci crederete? Non ho concluso una mazza nemmeno in questo modo.
A questo punto ho cominciato a battermi le zone più periferiche e degradate della città ma il risultato è stato sempre invariabilmente lo stesso: un buco nell'acqua. Una voragine nell'acqua. Una fossa delle Marianne, anzi della Madonna.
Insomma, trovare casa a Roma mi sembra proprio impossibile.
Prezzi troppo alti?
Troppa concorrenza?
Difficoltà a reperire un mutuo?
Sono questi i veri problemi, secondo voi?
Ma de che!!! E' che io non me ricordo l'indirizzo mio - porcoggiuda - e c'ho il telefonino, il portafoglio e tutti i documenti a casa. Sapessi solo 'ndo cacchio sta, mannaggia a me e alla testa che mi ritrovo!
Ufff... Sò tre mesi che dormo in macchina, sò distrutto.
Ma poi scusa, ma se era quello che dicevate voi tanto valeva cambià città: perchè incaponisse a cercà casa proprio a Roma, no?
Poi 'sti palizzinari li fanno tutti uguali i palazzi, manco a dire che t'aiutano con un minimo  di diversificazione architettonica, qualcosa che ti possa aiutare a rimettere insieme 'sti benedetti pezzi del puzzle.
Vabbè, domani mi faccio un bel cappuccino al ginseng al bar, do una bella capocciata al primo lampione che trovo (hai visto mai dovesse essere d'aiuto) e poi mi batto la ronda per tutto il Trullo e Borgata Finocchio.
Se non trovo niente, mi sa che mi ritocca dormire con le quattro frecce sul raccordo pure domani notte.
Speriamo bene, quà...


martedì 15 marzo 2011

abominevole micio delle nevi - teorie

Quello dell'abominevole micio delle nevi è un caso molto importante per la cripto-miciozoologia: anche se in tanti anni di ricerche non è ancora saltata fuori una prova conclusiva, le testimonianze raccolte provengono da persone la cui credibilità difficilmente può essere messa in dubbio (basti pensare ad Armando Squarciatopi, accreditato e stimato arrosticinaro di Ovindoli che per primo avvistò la creatura nel lontano maggio del 1953).
L'idea che esseri simili al micio possano condurre una vita selvaggia senza essere scoperti dall'uomo e senza entrare in contatto con la comunità ufficiale dei mici domestici standard non è poi tanto remota. Un esempio è quello di un clan di mici furastici che vivevano in una caverna nei pressi delle piste da sci di Roccaraso: non conoscevano l'uso del gomitolo di lana e si cibavano di una partita abbandonata di croccantini per cani. Vennero scoperti per caso da un metronotte incredulo mentre si rifacevano le unghie sui sedili imbottiti di un impianto di risalita, la notte di Natale del 1982.
Oltre alle orme, vi sono anche altre prove fisiche che potrebbero essere correlate all'esistenza dell'abominevole micio delle nevi. Ad esempio nel 1964, ad Avezzano, l'impagliatore ciociaro Ferruccio Paracelso scovò, in uno di quei tipici ferramenta stracolmi di cianfrusaglie, un portachiavi di peluche molto simile a quelle palle di pelo felino che vengono vomitate dai mici, ma circa sei volte più grande. Secondo il negoziante, si trattava di un manufatto ispirato al cosiddetto "caciocavallo del drago", nome col quale - a suo dire - venivano chiamate delle enormi palle di pelo felino fossile che la gente del luogo rinveniva spesso sui monti e nelle campagne. Paracelso decise di andare in fondo alla faccenda e cominciò le sue ricerche: scoprì realmente "caciocavalli del drago" fossili a Magliano de' Marsi, Rocca di Mezzo e Tagliacozzo, tutti luoghi non troppo lontani da Ovindoli...
Il mondo scientifico poté così accertare l'esistenza di un grande micio che fu chiamato Miciopitecus e che è ritenuto estinto da quattrocentomila anni. Si pensa che questo micio potesse sfiorare il metro e mezzo di altezza e, se si accetta l'ipotesi che qualche esemplare abbia potuto continuare a sopravvivere nei luoghi dove l'uomo non è ancora arrivato, l'esistenza dell'abominevole micio delle nevi non sembra più così assurda.
Per un certo periodo, girarono anche voci circa presunte code imbalsamate di abominevole micio delle nevi conservate in alcuni monasteri benedettini e venerate come reliquie. Pare che gli esemplari migliori fossero conservati nei monasteri di Luco de' Marsi e di Giulianova. I presunti reperti alla fine si rivelarono provenire da un cane pastore maremmano-abruzzese.
A parte la teoria del Miciopitecus, alcuni ricercatori sostengono che possa trattarsi di comuni mici randagi che vivono in isolamento per scelta propria o perchè semplicemente dispersi; questa teoria, comunque, non giustifica in modo compiuto le impronte rinvenute in più occasioni proprio sulle piste da sci di Ovindoli, i frequenti avvistamenti e le numerose testimonianze di scomposte marachelle ai danni degli sciatori che si avventurano nei territori dell'abominevole micio delle nevi.

martedì 1 marzo 2011

la birreria


birreriaNoi giovani amiamo divertirci in allegri locali dove tutto è giovane, divertente, stimolante e zero, zero, zero palloso. Luoghi dove si ride e si scherza, si beve moderatamente e si praticano corteggiamenti e carinerie. Tra i tanti locali veramente da sballo, la birreria ha un posto di rilievo. Ne esistono molti tipi, ognuno con un suo pubblico ed una sua precisa capacità di creare quel clima di simpatia che può sfociare in un amore, in un incontro, in una rissa. Tra i tipi più comuni di birreria, vi sono, ad esempio quelle dai nomi creativi: "La zoccola e il mughetto", "Il trave nel culo", "Caprimulgo e Caprifoglio uniti nella lotta". In questi locali, si va soprattutto perchè le tovaglie sono molto divertenti ed hanno stampate parole crociate, rebus, acronimi, storiellette ed altre invenzioni gustose. Ognuno si mette a giocare per i cazzi suoi e si passa la serata in compagnia. Ma, al di là delle differenze, le birrerie sono unificate da una concezione divertente e stravagante del cibo che può produrre piatti eccezionali quali le penne con la panna ed i piselli o l'insalata con il mais. Non bisogna dimenticare che in birreria si consuma birra. In un boccale medio si può trovare dal 10 al 20% di vera birra. Il resto della bevanda è acqua, assolutamente ecologica. Per concludere, la birreria è il luogo ideale per passare un sabato tranquillo con la donna e gli amici, in un soave odore di fritto, avvolti dal clamore assordante dei vicini, liberi di lasciarsi andare al franco linguaggio di noi giovani per sentirsi giovani, per vivere pericolosamente con moderazione. Per poter dire, da adulti, "Io c'ero. E non è mai successo un cazzo".

(LSD)


domenica 27 febbraio 2011

flessioni e (quindi) riflessioni

Riflessione


Non si può rimuginare senza aver muginato almeno una prima volta.
Non si può ricamare senza aver già camato in precedenza.
Come ristorare qualcuno se già non lo si è storato?
Non si può ricordare alcunchè senza averlo già cordato prima.
Non si può ricoverare nessuno se non lo si è già coverato.
Pensate davvero di poter rispettare qualcuno senza averlo già spettato?
Non si può ricuperare nulla, se non lo si è precedentemente cuperato.
Non si può rinunziare a qualcosa senza avervi già nunziato.
Cosa ripristinare, se non lo si è mai pristinato?


venerdì 17 dicembre 2010

tutto è relativo


ThermFa freddo:

+ 20°C I greci si mettono golfini (se sono in grado di trovarli).
+ 15°C Gli abitanti delle Hawaii accendono il riscaldamento (se lo hanno in casa).
+ 10°C Gli americani tremano dal freddo. I russi piantano cetrioli.
+ 5°C Si vede il tuo respiro uscire dalla bocca. Le auto italiane non si accendono. I norvegesi vanno a fare una nuotata. I russi vanno in macchina con i finestrini aperti.
0°C In America l'acqua diventa ghiaccio. In Russia l'acqua diventa più pastosa.
- 5°C Le auto francesi non si accendono.
- 10°C Tu progetti di andare a fare una vacanza in Australia.
- 15°C Il gatto insiste per dormire nel tuo letto. I norvegesi si mettono golfini.
- 17.9°C I russi escono a fare l'ultimo picnic all'aperto della stagione.
- 20°C Le auto americane non si accendono. In Alaska la gente che andava a torso nudo si mette una t-shirt.
- 25°C Le auto di produzione tedesca non si accendono. Alle Hawaii muoiono tutti.
- 30°C I politici iniziano a parlare della gente senza casa. Il tuo gatto preferisce dormire dentro il tuo pigiama.
- 35°C Troppo freddo per pensare. Le auto di produzione giapponese non si accendono.
- 40°C Tu programmi di fare un bagno caldo che duri due settimane. Le auto di produzione svedese non si accendono.
- 42°C In Europa si fermano i trasporti. I russi mangiano gelato in veranda.
- 45°C Muoiono tutti i greci.
- 50°C Quando sbatti le palpebre restano attaccate tra loro. In Alaska chiudono la finestrina del bagno.
- 60°C Gli orsi bianchi iniziano a migrare verso il sud.
- 70°C I russi si mettono il colbacco.
- 80°C Gli avvocati mettono le mani nelle proprie tasche.
- 114°C L'alcool etilico diventa ghiaccio, perciò i russi sono di malumore.
- 273°C Zero assoluto di temperatura, si fermano le oscillazioni degli atomi. I russi si mettono i vàlenki (stivali di feltro).
- 295°C Muore il 90% della popolazione terrestre. La nazionale russa di calcio diventa Campione del Mondo!

(Anonimo)


giovedì 30 settembre 2010

il cacatone da aquiloni


aquiloneLa storia di due ragazzi afghani emigrati negli Stati Uniti che sbarcano il lunario con lavori umili e saltuari. Ma la passione che accomuna i due giovani è, da sempre, rincorrersi felici nei prati con un aquilone in mano.  Certo, la loro è una vita difficile, sia da un punto di vista emotivo - costretti a convivere con la costante "saudade" per Kabul - sia dal punto di vista della flora batterica intestinale - dato che che in America, si sa, alla fine non è che si mangi poi cosi bene. Fatto sta che, vuoi per il nervosismo, vuoi per l'alimentazione sballata, i due poveri amici entrano in tunnel di colite dal quale stentano ad uscire. La cosa peggiore, poi, è che anche il loro passatempo preferito comincia a risentirne, e quella che da sempre era stata la loro più grande gioia e consolazione si trasforma gradualmente in un'emozione così difficile da gestire che i due ragazzi si cacano immancabilmente sotto ogni volta che impugnano un aquilone.
La faccenda si fa seria, ed anche il loro gastroenterologo di fiducia - interpellato sulla questione - è impietoso nella diagnosi: "Ragazzi miei, questo è un classico esempio di <<cacatone da aquiloni>>... Mi dispiace, dateve 'na calmata e cominciate a mangiare un pò meglio, sennò non se ne esce". Tuttavia, tutti i tentativi dei due amici di "tamponare" i loro turbamenti intestinali finiscono per fallire miseramente. E il costo dei pannoloni rende la cosa sempre più complessa da gestire.
Soltanto l'agognato rientro in Afghanistan ed una dieta strettissima a base di riso in bianco "alla Pashtun", riusciranno finalmente a regolarizzare come si deve la vita dei due giovani appassionati di aquiloni.


mercoledì 29 settembre 2010

ribecca la prima moglie


faraonaRomanzo che narra le vicende agrodolci di una coppia di sposini in viaggio di nozze in un motel "all-inclusive" a Manderley in Cornovaglia.
Lui, un ex chirugo dedito alle autopsie il cui primo matrimonio era fallito poichè la sera era solito portarsi il lavoro a casa, lei ingenua fanciulla che ignora il torbido passato coniugale dell'attuale consorte.
Le giornate di luna di miele scorrono dolci e serene, sino all'ultimo, rocambolesco giorno. Infatti, conoscendo la passione della sua sposa per la cacciagione, l'ex chirurgo acquista da un pollarolo locale 'na bella faraona di un paio di chili da fare ripiena, così da fare una sorpresa alla sua sposa. Tuttavia lo zelante coniuge non si limita all'acquisto e si incaponisce a spennare e preparare lui stesso la faraona nelle cucine del motel, utilizzando proprio quel bisturi che porta sempre con sé nel taschino della giacca, antico retaggio del suo sanguinolento passato.
Ma ecco che nel bel mezzo delle cruente operazioni, fa irruzione in cucina la nuova assistente dello chef assunta giusto da pochi giorni. "Cioè, ma guarda chi te vado a ribecccare quà in Cornovaglia! E col cappello da cuoca per giunta!", non si trattiene l'ex chirurgo davanti all'inattesa apparizione di quella che un tempo fu la sua signora.  Attimi lunghissimi durante i quali gli sguardi languidi dei due ex piccioncini si incrociano. Mille pensieri affollano la mente dell'uomo, l'antica passione sembra riaccendersi per un istante. Poi, le parole pronunciate dalla prima moglie e il ritorno alla cruda realtà: "E certo, l'animaccia tua, che come t'ho lasciato te ce ritrovo, cò 'sto cacchio de bisturi in mano!".


venerdì 24 settembre 2010

oroscopo scettico-dissociato

cerchio_oroscopo


Ho sempre un pò sofferto gli oroscopi. Li ho sempre trovati a volte troppo criptici, altre volte confusi, altre volte ancora ambigui. Come se potessero significare tutto ed il contrario di tutto. Ho sempre pensato "certo, se gli oroscopi fossero più concisi, magari ci si capirebbe qualcosa di più". Insomma, invece di perdere tempo a interpretare tutto 'sto ginepraio di astruse previsioni astologiche, mi sono spesso trovato a desiderare oroscopi più stringati, sintetici, inequivocabili, al limite composti da due o anche soltanto da una parola chiave.
Inoltre, a partire da qualche settimana (quando in spiaggia fui sollecitato involontariamente sull'argomento), ho cominciato a pensare ad un'altra faccenda. E la faccenda in questione è che ogni volta che mi viene letto un oroscopo, non posso evitare di pensare che l’astrologia si basi su di una grossa cantonata di fondo.
Infatti, la costruzione di un qualsiasi oroscopo è fondata sul sistema tolemaico (elaborato da quella viperaccia saccente in preda ad uno stadio confusionale di Claudio Tolomeo), che vede la Terra al centro dell’universo, e tutti i cinque pianeti assieme al Sole e alla Luna che fanno giro-giro-tondo attorno ad essa.
Ma per fortuna "e daje che te ridaje, pure 'e cipolle diventeno aje". E infatti, a questo strampalato sistema tolemaico subentrò, a suon di calci in culo, il sistema copernicano che pone non più la Terra ma il Sole al centro dell’universo e fu elaborato, appunto, da Copernico, le cui teorie furono convalidate nel corso dei secoli dal progredire dell’astronomia e dalla diretta osservazione dell’universo.
Tutto 'sto scherzetto sta a significare che, alla fine della fiera, tutti i possibili movimenti che gli astrologi considerano nelle loro congetture sono solo apparenti, dal momento che si basano sull’ipotesi erronea che la terra sia ferma come una boccia sulla sabbia, e tutto il resto si muova ruotando intorno ad essa.
A 'sto punto, arbitrario per arbitrario, mi son detto: "perchè non sviluppare un vero e proprio nuovo sistema di oroscopo, che si confaccia di più al mio temperamento e alle mie esigenze di sintesi ma che tenga anche conto di quanto appena esposto"?
Nasce così l'oroscopo scettico-dissociato, di cui provvedo a pubblicare l'edizione di questa settimana, sperando di fare cosa gradita per i lettori del mio blog.


24 / 30 settembre 2010

Ariete: Mi
Toro: Raccomando
Gemelli: Diffidate
Cancro: Degli
Leone: Oroscopi
Vergine: Dato
Bilancia: Che
Scorpione: Obiettivamente
Sagittario: Non
Capricorno: Significano
Acquario: Una
Pesci: Mazza

giovedì 23 settembre 2010

cruciverba di pinziettoni

CruciverbaVuoto












Orizzontali
1. Tennista come Johncroe
6. Prima persona singolare di "rhoare" ovvero pronunciare la lettera greca ρ
8. Terza persona plurale presente di "avere" ma senza l'h che tanto è muta e in fin dei conti inutile
9. Nome maschile molto simile a Luga
11. Un pò di mucche, ma di sesso maschile
13. Cognome di Carlo, ex compagno di banco di uno che stava in vacanza con me due estati fa
15. Precipitevolissimevolmente senza prepitevolissimevolmente
16. Ilk nomek propiok dik Pinziettonik
20. Fu moglie di Gou nella III Galassia di Moznz
21. Pupazzone spaziale cinematografico
23. Nhapoli
24. C.B.K. nelle sigle
26. Serve a fare il patèone di fegatone
29. Verso di pulcino nato a Nuoro
30. Opposta alla poppa ma non è la chiappa

Verticali
1. Altro nome di Costanzo
2. Coppia di consonanti a cazzo di cane
3. Nonno Nanni (iniziali)
4. Animale inesistente del Labrador con sei zampe ed un unico ciuffo di peli sull'ombelico, il cui verso fa schifo
5. Il soprannome di Elvi Preley
6. Ruggero Carosone (iniziali)
7. Hascoli sulle targhe
10. Si in francese, ma scritto parecchio male
12. Monosillabo che, se ripetuto, assume un'accezione diuretica
14. Quando è interrotto, lascia un pò così
15. Bella fica del cinema di Brass (iniziali)
17. Vulcano siculo femmina
18. Formano le teette
19. Onomatopea dello starnuto
22. Due lettere dell'alfabeto inglese
25. Tipo la boa, però fa male
27. Chatania
28. Nhovara
29. Accenno di pernacchia

( Soluzione )