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giovedì 14 gennaio 2010

babbo natale non esiste

babbotombaBabbo Natale non esiste, capito?
Ok?
Ficcatelo nella zucca!
Ok?
Ed ora fammi sparire questo cazzo di corpo.
E dopo liberati delle renne. 

lunedì 8 giugno 2009

micidio sull'orient express

MicioUn gatto logorroico e indisponente occupa - inspiegabilmente - il posto di uno scompartimento da sei sull'Orient Express, causando incredulità e stupore negli altri cinque viaggiatori. E "abbassa il finestrino", e "alza il finestrino", e "vi dispiace se mi rifaccio le unghie sulle vostre valige?", e "uff... potete smettere di sfogliare i giornali che il fruscio mi deconcentra dalle fusa?" e così via per ore ed ore, con altre assurde, odiose pretese. Ben presto l'iniziale disponibilità lascia il passo ad una malcelata insofferenza nell'animo dei cinque malcapitati compagni di viaggio. La situazione precipita quando il treno è costretto ad una sosta forzata di molte ore a causa di una tempesta di neve. L'idea di dividere lo scompartimento per un periodo tanto lungo con l'intemperante felino induce i cinque ad una decisione drastica e definitiva. Il micidio, avviene implacabile ed efferato nel silenzio ovattato della notte innevata.

lunedì 22 settembre 2008

sasso e morde - seconda puntata

noirIndagini fontane sia fasciarono ala sua menta, di sè, piero di cappelli nei e ricchi, milagro e none don la panchetta chiome a desto a fioco giù di quaranta ani. Tetta polpa di bell’alimentazione ala meridiana: piedini di giorno, piedini di spera. Guado rientrava accasa tordi, appariva il frego riff ero e tciù, bello che provava, mangrovia. Fosse eva banche polpa di quei ridens armenti don Manica, se l’aveste spostata, in tondo l’arava, e in fece, al memento ri fumava addì rottura la connivenza... Mah, brina o buoi, Manica lavorerebbe bollato, lei volava luna fanghiglia... Ma orca bastonava pesare a Madia, don tosse alto che per rutti i biglietti don le polluzioni matte natiche che neri cinque ani li avena passito. Avvolte le sveva chiostro:

- "Madia, perdi un prodi tempio e sfregami quieti esseri egizi..."

Madia riponeva sempre in maniero verace e di stangata:

- "Alter, io non li sto sfregare, io li sto risolvere e bestia. Io fascio l’essere egizio in maniero maccanico, o moglie, chiome se qualche unno me lo gettasse. Pluto oste tu, che sgridi tanto pene, potessi inseminarmi a tendere un divario, sarebbe pere me un ammicco, ma non sommai chiome indiziare esse ci provolo, poi, mi “ingorgo” sabato."

Ma Alter don ci avena mai ne banche pravato, le avena scolo sorge ritto di eleggere motto.

mercoledì 17 settembre 2008

sasso e morde - prima puntata

gialloIl Demente Alter Bordelli la provò sol petto, compiutamente cruda e don il molto risolto su uva marte.

Li grattava bella ignora Madia Bulli doglie superata di Fobia Russi il giù moto giocoliere cella cita, conche bua rex campagna bel limneo Giribaldi e la ricedeva in chela sit azione scattosa topo cent’unni.

Erto, si con fuse ostato pier il nume, il Demente Bordelli di siculo con l’andrebbe dicono uscita.

Da uva ripida e petosa occhiuta, i cimbi aventi errano nei tavoli. Qual corto che avena da venti, ankara bullo, eva tatto via mosto giù pastoso bella campagna di scola che raccordava, i cappelli errano buondì sismi e ricchi, quanto lui sa ricordava don i cappelli funghi, pisci e nei chiome l’iban. Li tocchi spalancati errano a zorri, e lui li rammendava versi chiome li smeraldi. Letti a compatto? Toh, morse avena sparsa memori.

Il Datore Marchio Corti avvampò don pasto lento perso il Demente e la bua foce malta, lo scorse dai raccordi:

- "Bruto alfiere, Demente, la ignora é morda saffo carta col cugino. Don vi estate violetta sensuale, ma eva con sei ziette, ed é morda al terrine dell’anfiosso, direi quasi in contento rane. Pigiamo che l’assaggino, mente eva in pieno esen tizio de le due prostrazioni, sapeva bellissimo come volava germinare il giogo."

Il Demente Bordelli lo guadò cogliendosi i boccali e visse:

- "Aravamo astuti al limneo sconti fico Giribaldi in seme, pier cinque ani. Raccordo che avena luna pensione cortissima pier la mare natica, faceva rutti gli esercizi don la felicità don cui si cassava il roseto culle lebbra. Deh, Dator Corti, mi ha fasto luna certa in prigione rive darla costì."

Buoi, si affrescò a comprarla col lenza aiuole.