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venerdì 4 gennaio 2013

venerdì 25 giugno 2010

le candele

candeleStanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde e vivide.

Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.


Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.



Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.

(Costantinos Kavafis)


venerdì 2 aprile 2010

il congiuntivo

leopardiSempre caro mi fosse quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo escluda.
Ma sedessi e mirassi, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi finga; ove per poco
il cor non si spaurisca. E come il vento
odo stormisca tra queste piante, io quel
congiuntivo silenzio a questa voce
andassi comparassi: e mi sovvenga l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annegasse il pensier mio:
e il naufragasse mi sia dolce in questo mare.

(Giacomisca Leopardissi)

courtesy of K. E. O.

martedì 21 luglio 2009

forse un mattino andando in un'aria di vetro


montaleForse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

(Eugenio Montale)



giovedì 16 luglio 2009

barbametrica poetica

barbaPerchè la barba si misura a giorni e non a millimetri?
Da dove viene tutta 'sta poesia, 'sta metafora concessa eccezionalmente all'unità di misura della barba?


giovedì 2 luglio 2009

la cipolla

wislawaLa cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.

Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.
Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.

La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sè si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezioni.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.

(Wisława Szymborska)

venerdì 17 aprile 2009

dedicato alla mamma

CavallinoDormi, dormi, dormi
Dormi almeno tu che puoi dormire.
Io penso a te, tu non pensare a me.
Tu pensa ad un cavallino d’argento,
tu pensa ad un trenino
che con i fari accesi ti diverte,
tu pensa ad una mano che t’accarezza.
Io penso a te,
tu non pensare a me.

(Andrea Pazienza)


martedì 7 aprile 2009

poesia d'amore

borisNessuno sarà a casa
solo la sera. Il solo
giorno invernale nel vano trasparente
delle tende scostate.

Di palle di neve solo, umide, bianche
la rapida sfavillante traccia.
Soltanto tetti e neve e tranne
i tetti e la neve, nessuno.

E di nuovo ricamerà la brina,
e di nuovo mi prenderanno
la tristezza di un anno trascorso
e gli affanni di un altro inverno,

e di nuovo mi tormenteranno
per una colpa non ancora pagata,
e la finestra lungo la crociera
una fame di legno serrerà.

Ma per la tenda d'un tratto
scorrerà il brivido di un'irruzione .
Il silenzio coi passi misurando
tu entrerai, come il futuro.

Apparirai presso la porta,
vestita senza fronzoli, di qualcosa di bianco,
di qualcosa proprio di quei tessuti
di cui ricamano i fiocchi.

(Boris Pasternak)

domenica 25 gennaio 2009

scrivere una poesia

stuporeScrivere una poesia,
sempre è un colpo di mano sull'ignoto,
un penetrare svegli
nel mistero del sogno,
un prendere possesso della notte.

Aggiramento, azione di sorpresa
sulla nostra città profonda:
forzare la sua porta,
entrare fra le case addormentate,
scoprire il loro segreto.

Perciò una poesia
si scrive di soppiatto,
all'insaputa quasi di noi stessi;
è un contrabbando fatto sui confini
sorprendendo le scorte, è un furto sacro
in cui rischia la dannazione
o il bacio divino.

Perciò poetando non si deve quasi
vedere ciò che si scrive
nel tenebrore, nella dormiveglia,
nei frastagli del confine
che sono come i fiordi della mente
ove si penetra nei mari interni
molto addentro nei seni
di una soprannaturale calma.

(Giorgio Vigolo)

ti prego, lasciami andare

poesiaTi prego, lasciami andare:
il pensiero dell'alba
è in me così alto
che non occorrono boschi
per poter camminare.

Ti prego, lasciami vivere
questo assurdo pensiero,
questa passione intensa
non fa che ardere odio
entro le madri oscure
che tu fai piangere, amore,
soltanto per errore.

(Alda Merini)

martedì 20 gennaio 2009

a zonzo

a zonzoGuardo gli asini che volano nel ciel
vanno a pascolo sulle nuvole
si divertono a fare i cigni nel ruscel
bianco come inchiostro

Vanno i treni sopra al mare tutto blu
e le gondole bianche sbocciano
nel crepuscolo sulle canne dei bambù
du-du-du-du-du

Queste strane cose vedo, ed altro ancor
quando ticchete-ticche ticchete-ticche
ticchete sento che è guarito il cuor
dall'estasi d'amor.

lunedì 19 gennaio 2009

the days of wine and roses

wine_and_rosesThe days of wine and roses,
Laugh and run away,
Like a child at play,
Through a meadowland,
Toward a closing door,
A door marked never more,
That wasnt there before.

The lonely night discloses,
Just a passing breeze,
Filled with memories,
Of the golden smile,
That introduced me to,
The days of wine and roses,
And you...

(Johnny Mercer)

venerdì 16 gennaio 2009

quella strana cosa (chiamata amore)

loveCome vorrei avere occhi per vedere il mondo proprio come vedi tu
Cosa vorrei mai di più di uno sguardo del tuo viso
Strana sensazione, è una rivoluzione quello che sento quando guardo te
Cosa potrei avere mai più importante di un sorriso
Cosa potrei chieder mai di più
Non ha mai rimpianti negli occhi degli amanti
Quella strana cosa che chiamano amore

Se potessi avere ali per volare in alto dove il cielo è sempre blu
forse tornerei quaggiù per godere ancor di più
Quella strana cosa che sei tu
Non lascia mai rimpianti nel cuore degli amanti
Quella strana cosa che chiamano amore
Se potessi avere ali per volare in alto dove il cielo è sempre blu
forse tornerei quaggiù per godere ancor di più
Quella strana cosa che sei tu

(Stefano Tavernese)

giovedì 15 gennaio 2009

blue skies

BluebirdI was blue, just as blue as I could be
Every day was a cloudy day for me
Then good luck came a-knocking at my door
Skies were gray but they're not gray anymore

Blue skies
Smiling at me
Nothing but blue skies
Do I see

Bluebirds
Singing a song
Nothing but bluebirds
All day long

Never saw the sun shining so bright
Never saw things going so right
Noticing the days hurrying by
When you're in love, my how they fly

Blue days
All of them gone
Nothing but blue skies
From now on

I should care if the wind blows east or west
I should fret if the worst looks like the best
I should mind if they say it cant be true
I should smile, thats exactly what I do

(Irving Berlin)

mercoledì 14 gennaio 2009

coda alla vaccinara

L'alloro accomuna il poeta ed il cuoco...
Una rilettura poetica di un classico della novelle cousine: la coda alla vaccinara.



giovedì 25 settembre 2008

Hamlet: act 2, scene 2

richard05E' un po' di tempo che, non so perché,
Ho perso tutto il mio brioso umore,
Tralasciato ogni usata occupazione;
E ciò grava a tal punto sul mio spirito
Che questa bella struttura, la terra,
Mi sembra un promontorio senza vita,
Questo stupendo baldacchino, il cielo,
Questa splendida volta, il firmamento,
Questo tetto maestoso, ingemmato di fuochi d'oro...
Ebbene, per me non è nient'altro che un odiato
Pestilenziale ammasso di vapori.
Che sublime capolavoro è l'uomo!
Quanto nobile nella sua ragione!
Quanto infinito nelle sue risorse!
Quanto espressivo nelle sue movenze,
Mirabile: un angelo negli atti,
Un dio nell'intelletto!
La bellezza dell'universo mondo!
La perfezione del regno animale!
Eppure che cos'è agli occhi miei
Questo conglomerato di terriccio?
L'uomo per me non ha alcuna attrattiva...
E nemmeno la donna.

mercoledì 17 settembre 2008

e lucean le stelle? ma de che.... je rodean le palle

Olindo_GuerriniIl Canto Dell'Odio
di
Olindo Guerrini aka Lorenzo Stecchetti





Quando tu dormirai dimenticata
sotto la terra grassa
E la croce di Dio sarà piantata
ritta sulla tua cassa

Quando ti coleran marce le gote
entro i denti malfermi
E nelle occhiaie tue fetenti e vuote
brulicheranno i vermi

Per te quel sonno che per altri è pace
sarà strazio novello
E un rimorso verrà freddo, tenace,
a morderti il cervello.

Un rimorso acutissimo ed atroce
verrà nella tua fossa
A dispetto di Dio, della sua croce,
a rosicchiarti l'ossa.

Io sarò quel rimorso. Io te cercando
entro la notte cupa,
La mia che fugge il dì, verrò latrando
come latra una lupa;

Io con quest'ugne scaverò la terra
per te fatta letame
E il turpe legno schioderò che serra
la tua carogna infame.

Oh, come nel tuo core ancor vermiglio
sazierò l'odio antico,
Oh, con che gioia affonderò l'artiglio
nel tuo ventre impudico!

Sul tuo putrido ventre accoccolato
io poserò in eterno,
Spettro della vendetta e del peccato,
spavento dell'inferno:

Ed all'orecchio tuo che fu sì bello
sussurrerò implacato
Detti che bruceranno il tuo cervello
come un ferro infocato.

Quando tu mi dirai: perché mi mordi
e di velen m'imbevi?
Io ti risponderò: non ti ricordi
che bei capelli avevi?

Non ti ricordi dei capelli biondi
che ti coprian le spalle
e degli occhi nerissimi, profondi,
pieni di fiamme gialle?

E delle audacie del tuo busto e della
opulenza dell'anca?
Non ti ricordi più com'eri bella,
provocatrice e bianca?

Ma non sei dunque tu che nudo il petto
agli occhi altrui porgesti
E, spumante Liscisca, entro al tuo letto
passar la via facesti?

Ma non sei tu che agli ebbri ed ai soldati
spalancasti le braccia,
Che discendesti a baci innominati
e a me ridesti in faccia?

Ed io t'amavo, ed io ti son caduto
pregando innanzi e, vedi,
quando tu mi guardavi, avrei voluto
morir sotto a' tuoi piedi.

Perché negare - a me che pur t' amavo -
uno sguardo gentile,
quando per te mi sarei fatto schiavo,
mi sarei fatto vile?

Perché m'hai detto no quando carponi
misericordia chiesi,
e sulla strada intanto i tuoi lenoni
aspettavan gl'Inglesi?

Hai riso? Senti! Dal sepolcro cavo
questa tua rea carogna,
nuda la carne tua che tanto amavo
l'inchiodo sulla gogna,

E son la gogna i versi ov'io ti danno
al vituperio eterno,
a pene che rimpianger ti faranno
le pene dell'inferno.

Qui rimorir ti faccio, o maledetta,
piano a colpi di spillo,
e la vergogna tua, la mia vendetta
tra gli occhi ti sigillo.

venerdì 8 febbraio 2008

sarà perchè ti sento così vicino

medium_rilkeSarà perchè ti sento così vicino
Che tutto il resto è passato e sfumato
eco lontana e indistinta, ci sei solo tu

Sarà perchè ti sento così vicino
che sono rapito, da te soggiogato
nè il vento, nè il tuono può scuotermi più

Sarà perchè ti sento così vicino...

Sarà...

Aò, ma non te poi spostà un pochetto
Me stai a dà il cordoglio alle recchie, porcoddue.